LIBERARE LE PAROLE DAL SEQUESTRO DEI LINGUAGGI.

Verso l’Unconventional Meeting – Passo 2

Se hai bisogno dei linguaggi quando scrivi è perché qualcuno o qualcosa ha rapito la tua lingua. Che poi è la lingua di tutti: la lingua italiana scritta in italiano. E nessuno dovrebbe presentarsi di fronte a una pagina bianca in quello stato: sotto sequestro. Perché il sequestro della lingua è a tutti gli effetti, dalla testa ai piedi, un sequestro di persona. Uno stato senza costituzione fisica: la libertà invece trova il suo spazio per muoversi nel corpo di una persona, come nel corpo di un testo.

Il testo è la tua voce che esce dalle parole scritte con la lingua. Il contesto sei tu che liberi la lingua dal sequestro dei linguaggi. Perché la scrittura è una repubblica democratica fondata sulla lingua. La sovranità sulle parole appartiene a tutti, ma la padronanza della lingua che le sceglie e le mette insieme nella frase appartiene solo al singolo. È questa la carta costituzionale per stare di fronte a un occhio che ti porta di fronte a tanti occhi. E dentro a tante orecchie.

Verso l’UnconventionalMeeting.
SCELTA. POSIZIONE. RITMO.
Anatomia della scrittura.

Sabato 13 ottobre 2018.
Ore 9.30 – 13.00.
Hotel Veronesi La Torre
Dossobuono di Villafranca – Verona

Qui trovi (clicca qui) il programma dell’incontro e il percorso per acquistare il biglietto.

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